Luoghi di Lavoro

Luoghi di lavoro
Sono i luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda o dell'unità  produttiva

L'Art. 62 del decreto legislativo di legge definisce i luoghi di lavoro come luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.

Requisiti di salute e di sicurezza

Art. 63 D.Lgs 81/2008 commi:
1. I luoghi di lavoro devono essere conformi all'allegato IV.
2. I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto di lavoratori disabili: l’obbligo vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli accessi alle medesime, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati da lavoratori disabili.
3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993; in ogni caso devono essere adottate misure idonee a consentire la mobilità e l’utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale.
4. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adempimenti di cui al comma 1, il datore di lavoro, previa consultazione del RLS e previa autorizzazione dell’organo di vigilanza territorialmente competente, adotta le misure alternative che garantiscono un livello di sicurezza equivalente.

Stabilità e Solidità

Gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al tipo di impiego e alle caratteristiche ambientali. Gli stessi requisiti vanno garantiti nelle manutenzioni. Il datore di lavoro deve mantenere puliti i locali di lavoro e i luoghi di lavoro destinati a deposito devono avere la chiara indicazione del carico massimo che possono sopportare. I carichi non devono superare tale massimo e devono essere distribuiti razionalmente al fine della stabilità del solaio.
Pavimenti, muri, soffitti, finestre devono isolare nel miglior modo possibile gli ambienti interni da agenti atmosferici e devono essere provvisti di isolamento termico e acustico.
È molto importante anche il ricambio dell’aria, risulta quindi necessario che i muri abbiano aperture sufficienti per un rapido ricambio dell’aria, che siano ben asciutti e ben difesi dall’umidità: l’aria confinata subisce alterazioni di ordine fisico, chimico e biologico dovute sia al tipo di lavorazioni sia alla biologia dell’organismo umano. Si accumuleranno così nell’ambiente da una parte polveri, gas, fumi, microrganismi, sostanze organiche volatili, e dall’altra odori sgradevoli, residui organici (forfora, peli) e vere e proprie tossine biologiche e veleni chimici.
Le superfici dei pavimenti, delle pareti e dei soffitti devono essere tali da poter essere pulite e deterse per ottenere condizioni adeguate di igiene. Pavimenti oltre che ben igenizzati, come visto, devono risualtare stabili ed antisdrucciolevoli nonché esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi.

Altezza Cubatura e Superficie

Altezza netta non deve essereinferiore a mt. 3. L’altezza netta dei locali deve essere misurata dal pavimento all’altezza media della copertura dei soffitti o delle volte.
Per i locali destinati ad uffici o ad attività commerciali, i limiti di altezza sono quelli individuati dalla normativa urbanistica, normalmente 2,70 m.
Per i locali accessori (corridoi, servizi igienici, spogliatoi,..) in caso di impossibilità tecnica in fabbricato preesistente è accettabile un altezza pari a 2,40 mt. Quando necessità tecniche aziendali lo richiedano l’ASL può consentire deroghe per altezze minime inferiori a 3 metri prescrivendo l’adeguata ventilazione dell'ambiente.

Microclima Ambientale

Spesso nelle aziende non si attribuisce la giusta importanza al microclima dell’ambiente lavorativo e non ci si rende conto che un  microclima non adeguato non solo può compromettere la sicurezza e la salute dei lavoratori, ma può creare sensazioni di disagio e diminuire la produttività. Ad esempio durante le stagioni estive, laddove l’eccesso di umidità e di calore non sono corretti da un’adeguata climatizzazione.

I fattori che qualificano il microclima sono:

- la temperatura (si misura in gradi centigradi: °C);

- l’umidità relativa (UR %: quantità di vapore acqueo presente nell’ambiente, che aumenta con l’aumentare della temperatura);

- l’irraggiamento termico (quantità di calore che si trasmette da corpo a corpo per mezzo di onde elettromagnetiche);

- la velocità dell’aria (favorisce il raffreddamento del corpo).

Quando in un ambiente c’è troppa umidità la tolleranza al calore diventa estremamente limitata perché l’organismo non riesce a disperdere il calore assorbito: non riesce, tanto per intenderci, a sudare quanto il caldo richiederebbe, e quindi ad abbassare la temperatura grazie all’evaporazione. Diciamo che il livello ottimale di umidità per il nostro organismo si trova tra valori pari al 40 e il 60% e ad una temperatura fra i 19 e i 24°.

Dunque, negli ambienti lavorativi in cui una grande umidità è condizione essenziale per le lavorazioni, essa va eliminata attraverso cappe che la convoglino verso l’esterno, possibilmente isolando con pareti le fonti di eccessiva umidità. 

 

 

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